martedì 20 settembre 2016

Cornovaglia

Erano anni che volevo andare in Cornovaglia e quest'anno ci sono riuscita, superando le resistenze di mio marito che non ama la guida a sinistra (che ha scoperto poi essere il problema minore... molto peggio sono i muretti che delimitano le strade molto strette!) e, come sempre, le resistenze dei miei figli ai quali lo spirito "nomade" non appartiene proprio, me ne farò una ragione!

Il tempo non è stato dei migliori, mentre la settimana precedente era assolata come non mai.

Looe : paesino di pescatori. Ma le anatre in formazione portano fortuna?


domenica 22 maggio 2016

Messaggio in bottiglia

Me lo ricordo bene quello sguardo.
Amore puro, incondizionato, ai limiti dell'adorazione.

Me lo ricordo bene, perché uno sguardo così non l'ho più visto negli occhi di nessuno, per quanto grande possa essere l'amore in tutte le sue declinazioni, 

Perciò ti ringrazio. Voglio pensare che non fosse solo soddisfazione per una poppata abbondante, ma vero e proprio amore incondizionato. Nessuno provi a convincermi del contrario.

domenica 14 febbraio 2016

Oltre il Festival

Volevo scrivere un post su questo argomento, già la sera stessa.
Aggancio le mie riflessioni al post Emozioni di Primula, che vi consiglio di leggere.

Primula si domanda come mai ci sia stata una diversa attenzione rivolta dalla stampa e dai social network a due momenti intensi del festival: la partecipazione di Ezio Bosso, musicista e compositore di fama mondiale (ma sconosciuto ai più, qui in Italia) e all'interpretazione di Nino Frassica della poesia in musica "A mare si gioca".

Ho guardato a pezzi il Festival, Frassica me lo sono perso e l'ho ritrovato grazie al post di Primula. E' vero, è stato un momento altissimo, commovente e sono contenta di averlo visto, grazie al video.
Bosso invece l'ho visto in diretta: mi ha commosso profondamente quando l'ho sentito parlare: la sua energia, la sua positività, le perle che ha infilato una dietro l'altra; parole che mi hanno fatto sentire piccola, incapace di reagire alle avversità se non lamentandomi.
L'ho trovato magnetico, non riuscivo a staccare gli occhi ed ero concentrata per non perdere una parola, perché era agitatissimo.
Non so se ha suscitato pietà negli altri, in me ha suscitato ammirazione per le parole che ha detto sulla musica, ma allo stesso tempo sulla vita. Un grande uomo, ho pensato, e per me è stato lì che poteva finire il festival. Poi l'ho sentito suonare e mi sono commossa ancora di più, perché mi ha trasportato in una musica meravigliosa e non puoi fare a meno di ignorare che ha la SLA, perché è incredibile l'emozione che ha saputo trasmettere: la passione nel suo significato più alto che ti fa andare oltre al tuo corpo.
Non ho provato pietà, ma gratitudine per un esempio di forza e di passione così grande.
Cosa dire del motivo della sua partecipazione? Sì, può essere anche stato invitato per alzare l'audience, dopotutto uno spettacolo si costruisce pensando di attirare l'attenzione del pubblico. Ma allora, perché non dovrebbe esserci lo stesso intento nell'invitare Frassica e parlare di un argomento serio come quello dei migranti?
Toccare certi tasti è sempre una questione delicata e la linea tra la testimonianza e la spettacolarizzazione è molto sottile.
Io ho colto la genuinità di entrambi questi momenti e mi faccio anche altre domande: e se fosse stato il festival di Fazio, che ha senz'altro uno spessore maggiore di Conti, sarebbe venuto lo stesso dubbio? In pochi conoscevano Bosso, non è bellissimo che adesso sia noto ai più?
E il tema dei migranti? Non è forse passato sotto tono, era perfino nel testo di una canzone, perché erano tutti impegnati a mostrare nastrini colorati? E' giusta e importante la presa di posizione, ma chi può dire se tra loro c'è chi l'ha fatto perché lo sentiva veramente o perché trascinato dalla corrente?

E' sempre difficile capire le vere intenzioni che si nascondono dietro a certi comportamenti, ma preferisco avere il beneficio del dubbio.
Se grazie a una trasmissione che, piaccia o no ha un largo seguito, si diffondono momenti così intensi, altrettanto importanti, cerco di vederne i lati positivi e ben venga che una trasmissione leggera riesca a far pensare e far conoscere persone eccezionali, a cui finora non era stato dato il giusto rilievo.


mercoledì 2 dicembre 2015

Di nuovo immobile?

Oggi, 2 dicembre 2015, finisce la mia mobilità. Era iniziato tutto qui

Dopo due anni, tornerò ad avere un contratto a tempo indeterminato, evoluzione di un contratto a sei mesi, iniziato non proprio sotto i migliori auspici, ma che ora sta prendendo la rotta giusta.

Avevo ancora un anno di mobilità da sfruttare e visto che la trasformazione a tempo indeterminato la interrompe, confesso che per un attimo ho avuto paura.

In questi due anni la mobilità è stata il mio paracadute e slacciare le cinghie, e togliermelo dalle spalle, mi ha fatto venire le vertigini, anche se ora "sento" la terra sotto i piedi.

martedì 27 ottobre 2015

Di oggettività e ipocrisia

C'è che non ci capisco più niente.

Mi sembra che non esistano più questioni oggettive, ma solo opinioni. Lo so che non è una novità, ma mi sembra che la cosa ci stia un po' sfuggendo di mano.

lunedì 20 aprile 2015

E' ora di aprire il cassetto e far volare i sogni

Vi voglio raccontare cosa sto combinando in questi mesi.
E' partito tutto da qua.

Ho cominciato a sognare una vita diversa. Una vita dove la conciliazione non sia una parola buttata là per caso, ma una meta a cui tendere.

Nel frattempo ho perso il lavoro e nel mio piccolo ho cercato di alimentare il sogno.
Senza troppo vigore, però. Non perché mi mancasse la volontà e l'impegno, ma perché, come spesso accade, siamo così abituati alla triste realtà che sognare diventa un lusso e crederci fino in fondo sembra un eccesso di presunzione.

mercoledì 11 marzo 2015

Mezzo seecolooo!

Oddio, detto così fa proprio impressione.

che sia per quello che da qualche mese a questa parte, faccio finta di non pensare a questo momento?
Per settimane sono stata indecisa se far finta di niente o fare una festona.

Ebbene sì, oggi compio cinquant'anni!

Posso essere convinta di non sentirmeli, posso continuare a pensare di essermi fermata ai trentacinque, posso dimostrarne di meno, ma

cinquanta sono e cinquanta restano.

Se fosse uno di quei giorni un po' così, potrei rattristarmi pensando che non sono più tanto ggiovane e non ho ancora trovato lavoro, 

Invece voglio pensare alle cose belle: alla mia famiglia che sì, ogni tanto mi fa penare, ma in fin dei conti non potrei immaginare diversa, con la sua ironia irrinunciabile.

Voglio pensare alle mie rughe che sono parte di me e ai dolorini che spuntano dal nulla: non mi sentirei più giovane se avessi la pelle tirata come una corda di violino. Accettare che il tempo ti renda un po' "sgualcita" ti fa sentire in pace con te stessa. 

Voglio pensare alle cose che ho ancora voglia di fare, al volermi mettere ancora in gioco. Non se se ci riuscirò, magari vi racconterò un'altra volta. Sarà dura, forse mi abbatterò, ma non ho intenzione di mollare senza provarci.

In fin dei conti è così che voglio invecchiare: senza accorgermene, perché troppo impegnata a vivere.





giovedì 5 marzo 2015

Potevate dirmelo prima, no?

Penny, la nostra gattina, è arrivata da noi quattro mesi fa.

Potevate dirmelo prima che il gatto può essere simpatico come un cagnolino, ma essere al contempo molto, ma molto meno impegnativo.

Perché la mia gatta, quando le riempio la ciotola con le crocchette, aspetta paziente e poi si tuffa e si mette a mangiare con gusto.
.... Altro che qualcuno (che non nominerò) che ad ogni richiamo (leggasi "E' prooontooo") risponde: "J'arrrrrrive" arrotolando la erre che neanche Mireille Mathieu in "Rrrien de rrrien"

giovedì 12 febbraio 2015

Il sole all'improvviso



Sono assorta, sto fissando lo schermo. La sala è illuminata dal sole che sta calando.
All'improvviso alzo lo sguardo e scopro che il sole, come i bambini, si sta divertendo a disegnare sul muro: la luce, gli alberi e l'ombra della ringhiera della scala.
E solo guardando la foto, mi sono accorta che anche il muro ha voluto giocare e che per non so quale effetto ottico sembra in rilievo.
Un mondo in una stanza. Mi è tornato in mente "Nuovo cinema Paradiso"e la magia che si crea dal niente. Basta saperla cogliere.

lunedì 9 febbraio 2015

Sedetevi al calduccio. Un te?

Non riesco più a seguire questo mio angolino che tante soddisfazioni mi ha dato negli anni passati (non tanto nei numeri, quanto nelle conoscenze che mi ha fatto fare e che in qualche modo mi hanno fatto diventare ciò che sono oggi) e un po' mi dispiace.

Però è bello sapere che questo angolo è sempre qui e ci posso tornare tutte le volte che voglio. Ricordo che se avessi messo un template fatto "su misura", mi sarebbe piaciuto che fosse una specie di soffitta, piena di cose antiche e ricordi, magari riscaldata da un caminetto e con tanti cuscini morbidi in giro, dove chi vuole si può sedere, bere qualcosa di caldo e andare e venire quando gli/le pare.

Ho tante cose per la testa che prima o poi vi racconterò, un compleanno "spaventoso" imminente e due figli e una gattina che mi danno pensieri e soddisfazioni (sì, sì, l'ordine è quello giusto ;-)

Ecco, sono passata solo per un saluto, ma torno presto. Promesso.

Un abbraccio